Renzo Sbolci nasce a Livorno nel '47.

Si dice che quelli erano giorni di forte vento di mare, il Libeccio. Gli alberi gemevano sotto la sua furia e la costa era battuta da violente onde.

La formazione di Renzo non è legata alla sua città anche se ha dato i natali al movimento dei Macchiaioli, caposcuola Giovanni Fattori e dove è nato Amedeo Modigliani. Le sue radici culturali affondano nelle esperienze artistiche europee del '900: l'astrattismo olandese russo e tedesco, Mondrian, Malevic, Kandinskij; il cubismo di Picasso, di Bracque e di Le Corbusier; il movimento futurista Balla, Boccioni, Depero. Ma anche le vetrate gotiche e l'eleganza dello stile Liberty.

Fin da subito la sua ricerca si è orientata verso l'astrazione ed il materico.

Dal 2000 ha sentito la necessità di abbandonare tela e pennelli per il legno e le matite. Il suo desiderio era quello di realizzare opere che non fossero solo pitture ma avessero anche le caratteristiche del bassorilievo pur utilizzando la tecnica tipica della grafica, lapis e matite appunto.

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