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Nella continua intenzione di riconoscere dimensionalmente lo spazio,la pittura di Renzo Sbolci dipana coordinate lineari che-nelle loro straficazioni/sovrapposizioni infinite-intensificano punti di concentrazione lineare: dettagli di infinito oppure intagli di infinita'. Ininterrotta conflittualità tra segno formale e forme segnalate, inserti riconoscibili selezionati dall'Immenso che traspare ostinatamente oltre le trame calligrafiche dei limitati dominii, "soste"zonizzate nell'incommensurabile che, preziose come decori,vengono a comporsi sintatticamente come nel più arcani dei linguaggi. Grammatiche calligrafiche, bretelle tangenziali che conducono distanti ,contro ogni regola ortogonale delle "urbanistiche perpendicolari" di Mondrian questi cloisons dirottano, in uno smarrimento continuativo, verso localizzazioni diversificate nella loro similarità. Una fibrillazione R.E.M della contemplazione consente di ri-percorrere la velocità spasmodica di questi percorsi interiori che l'artista ha intrapreso "senza indicazioni". L'infinito identico annienta le puntuali notazioni di ogni scrupoloso dettaglio e lo stupore dell'artista verso l'Inspiegabile ci coinvolge nell'oggettiva esperienza di un coinvolgimento estatico.

Renzo Orsini